Prometeo

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Credo che la cosiddetta civiltà dei consumi abbia oltrepassato l’ultima soglia di guardia e che ormai – soprattutto le ultime generazioni, le più esposte in quanto non sorrette da memorie antiche altre – gli uomini siano ridotti al ruolo di semplici autonomi stupidi. Non scherzo. Anche a prescindere dall’abbigliamento attuale, che è delirante, lo si vede da ogni loro atteggiamento e da ogni loro scelta. Basta andare in una pizzeria: tutti seduti intorno al tavolo, non hanno comunicazione tra loro e ciascuno, inebetito, tormenta con la mano i tasti del proprio cellulare alla ricerca di non si sa quale messaggio[1]. Inoltre il cellulare, garantendo un controllo ed un’interazione (non una comunicazione…) capillare ed in tempo reale, non educa all’attesa, alla capacità di stare in compagnia di se stessi, alla maturità assorta e pensosa di un’interiorità che evolve. Per il resto, ci pensa la comunicazione reale: gli sms, vero flagello, stanno impoverendo frasi, immagini ed idee. E, quel che è peggio, dato che i livellamenti avvengono sempre verso il basso, anche la carta stampata si sta adeguando a questo semplicismo acefalo.

A tutto questo si aggiunga, propria di una società di albergatori e di camerieri pronti a vendere la loro primogenitura per un piatto di lenticchie, l’esterofilia. Capisco perfettamente la necessità di usare parole straniere nei casi, pochi ed eventuali per la verità, in cui l’espressione italiana non
esiste. Ma niente di più! In questi giorni la “Gazzetta della Sport” vende in edicola una serie di dvd di soggetto bellico. Fino a non molto tempo fa, fisiologicamente, la raccolta si sarebbe chiamata “Film di guerra” (e già la parola film, traduzione di pellicola, poteva lasciar perplesso). Ora si chiama
invece “War Movies”! Se ne trae, ed è l’ennesima inquietante conferma, una sola drammatica indicazione: la lingua del padrone, in quanto tale, ha, per i servi, maggior assertività! Questo accade però in un mondo di schiavi: non mi risulta che la Francia, l’Inghilterra e la Germania siano altrettanto “come sempre pronte all’obbedienza”… Del resto sempre più spesso i tormentoni della pubblicità sono detti in inglese. Si è passati dagli anni ’60, in cui alcuni testi scientifici citavano ancora i teoremi in latino (la cosa non mi dispiace…), agli anni ’10 del nuovo millennio in cui tutto è in inglese.

Ed il risultato si vede: non si può certo dire che, per il percorso formativo che hanno compiuto e per i valori su cui si sono fondati, in giro sia facile incontrare anime possenti. E, come è inevitabile, soprattutto con una non – università del tipo attuale, vero e proprio “centro addestramento reclute” e non certo “Scuola di Cavalleria”, sarà sempre peggio. Questa gente saprà anche prenotare un biglietto ferroviario via internet, saprà tutto e di più sui viaggi all’estero (per vedere cose che non è in grado di capire perché non studia e si illude di cavarsela con le guide turistiche in carta patinata), ma poi tutto finisce lì … Del resto, è proprio di ieri la notizia che questa banda di “bambini invertebrati e viziati” si è già stancata anche di facebook: è stato calcolato che, nel mondo web, gli “amici” dismessi (l’uso, da parte dei giornalisti, di questo termine è agghiacciante perché, a livello inconscio, fa pensare come, per la serie il troppo storpia, le relazioni umane siano assimilate ad un paio di calzini) assommino già a mezzo miliardo! Nel contempo, non è certo un mistero il fatto che, corrispettivamente, le nostre librerie siano vuote e le nostre sale da concerto vadano deserte. Tutto ha un prezzo: anche il nulla riempito di niente della banalità attuale.

Tempo fa la Grande Susan Sontag scrisse un saggio contro l’attuale uso smodato delle fotografie: per ogni accadimento (non mi piace la parola evento), visto che non costa niente, si fanno centinaia di foto. E poi, visto che nuovamente non costa niente, si escogitano strategie diaboliche per acquisirle nel PC. Ma tutto finisce lì: si desidera provare un piacere per sperimentarne la vanità e passare ad un altro: viste una volta, le troppe foto, indigeribili, nel loro smodato eccesso, come la melassa, vengono dimenticate. E, non essendo stampate ma virtuali, l’ingiuria del tempo che scorre non lascerà alcuna traccia di inesorabile invecchiamento su quella carta (ed in ciò stesso di arricchimento: sul volto, le rughe sono tracce di antichi sorrisi ripetuti ogni giorno, perché privarsene?). E l’idea di arrestare il tempo, si veda la chirurgia plastica, è in sé criminale perché le parole evoluzione e tempo, newtonianamente sinonimo di dinamico, sono inscindibili[2]. Osserva la Sontag come, sorretta sa questo smodato supporto iconografico, la mente dell’uomo, a livello di memoria delle immagini, si stia atrofizzando.

L’Ingegneria ha inventato il calcolatore come supporto al calcolo (oggi i ragazzini lo usano anche per le tabelline). Poi, per aumentare le vendite, l’ha reso capace di memorizzare immagini, suoni e scritti. Ottimo! Ma l’uso smodato di questa facoltà sta facendo deragliare l’interiorità dell’uomo. Con le equazioni di Maxwell, Prometeo ha finalmente e definitivamente rubato il fuoco agli dei ed è nel contempo riuscito a sottrarsi alla loro punizione. Non sa però che, per ancor meglio punirlo, sono stati gli dei stessi a lasciarlo fuggire: un corvo che ti divora le interiora è niente rispetto ad un consumismo pseudo tecnologico che ti inebetisce l’anima.


1. La manualità, da tempo disprezzata in una società di colletti bianchi – impiegati di concetto aspiranti dirigenti (di cosa?) è incredibilmente tornata in voga: il piacere orgasmico con cui le persone, con i loro polpastrelli, tormentano lo schermo di un cellulare di ultima generazione per fare diavolerie inutili e sciocche mi lascia di sale. E mi fa paura: se basta così poco per condizionare orde di liliputzian allora non c’è speranza.

2. Secondo il concetto italiano di cultura si può uscire dal percorso formativo scolastico senza aver capito, nella sua essenza, il pensiero newtoniano e il concetto di campo. Con il risultato che “newton” sarà il nome di qualche programma informatico per giochi cretini e campo sarà ciò che manca quando il cellulare non funziona. Che vergogna!