Cavalleria, Parte II

 

A Dieu Mon Âme  Ma Vie Au Roi Mon Coeur Aux Dames Mon Honneur À Moi

Torniamo per un istante al Buon Tempo Antico, per parlare delle Gesta degli Eroi dell’Arma come il Generale Emo-Capodilista Comandante della Carica di Pozzuolo del Friuli, e magari dei personaggi che han fatto parte dell’Arma e che, con il loro stile, hanno contrassegnato un’epoca. Creando una perfetta continuità tra il passato, ed il presente.

Vengono in mente, tra i molti, gli esempi seguenti:

Il tutto con una vena di rimpianto e di malinconia

È una riflessione comune, ma con questo pretesto ci dimentichiamo di credervi, che le anime sensibili si fanno ogni giorno più rare Diventiamo grandi grazie ai sogni. e le menti colte più comuni.

De l’Amour, Stendhal

Parleremo di alcuni eroi e di alcuni personaggi prendendoli:

  • Dal Risorgimento
  • Dalla Guerra Vinta
  • Dalla Guerra Perduta
  • Dalla Resistenza
  • Dal Presente
  • Non parleremo invece, per mille ed una ragione, del periodo coloniale

Parleremo dunque degli eroi, del Risorgimento, della guerra vinta

 

Pur tralasciando l’epopea coloniale, non ometteremo di citare, seppur di sfuggita, l’Ambasciatore, Barone, Generale Amedeo Guillet, del Rgm.to Guide della guerra persa.

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Parleremo di Antonio Ajmone Cat Cavalleggeri di Alessandria

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Del ravvedimento e della riscossa Parleremo:

Dei Lancieri di Montebello a Porta San Paolo, e del Tenente de Cristoforis

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Del Colonnello Conte Alessandro Bettoni-Cazzago Savoia Cavalleria

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Si tratta di un patrimonio immenso di cui dobbiamo essere consci, depositari e custodi e che, seppur con il dovuto senso critico, dobbiamo orgogliosamente tramandare ai nostri giovani, sorretti però dalla precisa consapevolezza che una giovane vita è sacra e non può dunque mai, per nessun motivo, andare sprecata.

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Sottotenente Andrea Millevoi, 8° Lancieri di Montebello Somalia 2 – VII – ‘93

Altro è infatti lo scopo della vita dei giovani, dal momento che:

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte

E i passanti che passano li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

Ed è la loro ombra soltanto

Che trema nella notte

Stimolando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Essi sono altrove molto più lontano della notte

Molto più in alto del giorno

Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Il risultato finale, proprio per dare un senso al sacrificio di chi non c’è più, non può dunque che essere il seguente:

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Infine parleremo di Federigo Caprili Genova Cavalleria

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Concluse le cariche, Sfilato l’elmo Appesa la sciabola Accarezzato il cavallo, La riflessione finale sarà affidata a questa immagine

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allo stupore che dobbiamo avere osservando  la natura di cui siamo parte

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Ed al rapporto che dobbiamo avere con i nostri fratelli.

Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.

Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.

Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.

La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.

Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta. Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: «Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?».

«Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», rispose il poeta.

Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene. Allora accadde qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.

Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.

Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.

Silenziosa e immobile come sempre.

«Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?», chiese la giovane francese.

«Della rosa», rispose il poeta.

 

Ed agli animali tutti, cui pure ci deve legare un rapporto di amore e di fratellanza Solo così il mondo potrà essere meraviglioso perché:

Credo ch’io potrei vivere tra gli animali, che sono così placidi e pieni di decoro.

Io li ho osservati tante volte e a lungo;

Non s’affannano, non gemono sulle loro condizioni, Non stanno svegli al buio, per piangere sopra i loro peccati,

Non m’indignano discutendo i loro doveri verso Dio, Nessuno è insoddisfatto, nessuno ha la mania infausta di possedere cose,

Nessuno si inginocchia davanti all’altro, né ai suoi Simili vissuti migliaia di anni fa,

Nessuno è rispettabile tra loro, od infelice, sulla terra intiera.

Walt Whitman

Nel nostro precedente incontro abbia ascoltato assieme il Bollettino della Vittoria. Oggi, per concludere, riascolteremo assieme un altro messaggio che certo, ancor più dell’altro, è risposto nel nostro cuore.

War is over

Pace in terra agli uomini di Buona volontà Un augurio di cuore a tutti voi.

zio adri